Quando arriva Febbraio, l’industria cinematografica statunitense, fino alla sera prima degli Oscar, trova ogni occasione buona per fare una cerimonia di premiazione. Ed infatti, ieri sera a Santa Monica, località lontana qualche kilometro da Hollywood, si sono tenuti gli Indipendent Spirit Awards, ossia un evento che ha l’obiettivo di premiare il meglio del cinema indipendente.

Sebbene siano anni che sostenga (e ovviamente sono in buona compagnia) che il cinema indie americano non è che un’altra faccia del cinema mainstrem, gli americani si crogiolano ancora nell’illusione che Harvey Weinstein e compagni siano in grado di produrre film di nicchia, artistici e sperimentali. Basta leggere quali sono i film candidati, e soprattutto i budget impiegati per produrli, per capire che il vero cinema indipendente è qualcos’altro.

Ma stiamo al gioco, anche perché non possiamo fare altrimenti, e tentiamo di trarre delle conclusioni per questa notte. A trionfare, ancora una volta, c’è Brie Larsson che in Room (qui la nostra recensione) convince con la sua strabiliante performance ed è ormai lanciatissima e quasi con la statuetta d’oro in mano, viste anche le precedenti vittorie ai Golden Globes e tutte le altre premiazioni collaterali. Nella stessa categoria, dal lato maschile, vince Abraham Attah, il giovane protagonista di Beasts of no Nation, già premiato in questo ruolo anche all’ultimo Festival di Venezia.

Come miglior attrice non protagonista troviamo Mya Taylor, interprete del film Tangerine, molto acclamato lo scorso anno al Sundance Film Festival. Idris Elba si consola con il secondo premio ricevuto, dopo i Sag, per la sua interpretazione in Beasts of No Nation, ingiustamente sottovalutato dall’Accademy.

Quasi del tutto ignorato Carol (qui la nostra recensione) che vince solo per la fotografia. La corsa all’Oscar per Rooney Mara e Cate Blanchet è sicuramente in salita, ma ci sono buone probabilità che Edward Lachman si aggiudichi un riconoscimento questa sera, visto anche il suo grande lavoro.

Chi torna a casa soddisfatto è Il Caso Spotlight (qui la recensione) che non solo vince come miglior film, ma è stato premiato anche per la regia a cura di Tom McCarthy. La pellicola è l’unica in grado di mettere dei bastoni fra le ruote a La Grande Scommessa, ormai dato da molti come vincitore per l’Oscar più ambito.

In conclusione, noi di CollettivoD ci siamo veramente godute questa Award Season e abbiamo fatto di tutto per informarvi e rendervi piacevole questa corsa agli Oscar (qui potete rivedere tutte le candidature). Ora non resta che aspettare la cerimonia di questa notte, condotta da Chris Rock, al quale certamente non spetta un facile compito, vista anche la polemica #OscarSoWhite.

Non vi dimenticate di seguire il nostro live twitting dell’evento e fateci sapere quali sono le vostre previsioni per la serata.

 

Alice e Francesca

 

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