Il 17 marzo uscirà nelle sale italiane uno dei film più romantici di questa stagione di premiazioni cinematografiche: Brooklyn. La sceneggiatura, scritta da Nick Hornby ma tratta dal romanzo di Colm Tóibín  An Education, è incentrata sulla vita della giovane Eilis Lacey che, durante gli anni Cinquanta, decide di lasciare la bella ma difficile Irlanda per costruirsi una vita negli Stati Unite e, più precisamente, a Brooklyn, New York.

All’inizio la timorosa Eilis avrà dei problemi ad ambientarsi, la nostalgia di casa e della sorella maggiore è insostenibile, ma grazie all’aiuto di Tony, un giovane idraulico italo-americano, il tutto volgerà (momentaneamente) per il meglio.

Non voglio scendere troppo nel dettaglio con la trama perché il film, come un po’ tutte le commedie romantiche, ha una struttura abbastanza fissa e molti capovolgimenti della trama sono facilmente prevedibili. Nonostante questo, però, è importante riconoscere che Brooklyn, pur essendo a tratti scontato, ha la capacità di avere delle qualità che elevano un film che, altrimenti, sarebbe risultato mediocre.

Tra le note positive c’è Saoirse Ronan, attrice americana ma di chiare origini irlandesi, che convince nei panni di Eilis anche grazie ai suoi grandi occhi azzurri e il visino sempre un po’ imbronciato. La giovane interprete (dal nome oggettivamente impronunciabile) si è aggiudicata, grazie a Brooklyn, la sua seconda nomination all’Oscar (la prima fu per Espiazione, 2008). Le sue chance per la notte del 28 febbraio sono scarse, comunque grazie a questo film la Ronan si è fatta conoscere dal grande pubblico e certamente sembra una delle attrici più promettenti della Young Hollywood.

Apprezzabile anche l’interpretazione dei due protagonisti maschili, Emory Cohen (Come un tuono) e Domhnall Gleeson (The Revenant), la cui presenza però viene un po’ messa in ombra dalla protagonista femminile. Una menzione d’onore va fatta, però, a Jessica Paré, la quale, grazie a questo film, è passata dall’interpretare Megan Draper a Rachel Menken (questo era un riferimento per i fan di Mad Men). La Parè, che riesce un po’ a far deviare l’attenzione dalla Ronan, sembra esprimersi al meglio quando recita in un period drama.

In conclusione, sebbene Brooklyn sia stato nominato anche nelle categorie miglior film e miglior sceneggiatura, ha scarse possibilità  di vittoria. Il film, nonostante una regia (John Crowley) un po’ piatta e una storia certamente non molto originale, ha comunque delle trovate molto interessanti (si veda ad esempio il parallelismo tra i due viaggi sulla nave di Eilis). Insomma noi sentiamo di consigliarvelo, senza grandi aspettative.

Francesca

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