Lunedì  15 febbraio, proprio in occasione del President’s Day, l’innovativa piattaforma americana Hulu ha lanciato il primo episodio di 11.22.63. Forse il titolo vi ricorda qualcosa, o forse, per lucidarvi la memoria, dovremmo porre la data all’italiana: 22 novembre 1963, il giorno in cui fu assassinato il Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy.

La serie evento o azzardo nasce dall’unione del genio di Stephen King, autore dell’omonimo romanzo di circa 900 pagine, e di J. J. Abrams, ancora fresco dalla regia di Star Wars: il risveglio della forza. Qui Ambrams partecipa in qualità di produttore  il cui intento è quello di omaggiare un’opera che, come si cita all’interno del pilot stesso, non sarà mai migliore del romanzo. Tuttavia, quest’ultimo e King, avvalendosi della regia di Kevin Macdonald, sperimentano la complessa trasposizione di una storia che narra di un insegnante frustrato, Jake Epping, che, grazie al proprietario di un diner, Al, scopre un portale spazio-temporale, posto nel retro della dispensa del locale, che conduce al 21 ottobre 1960; particolarità della tana del coniglio è che non importa quanto tempo si passi dall’altra parte, nel presente saranno passati sempre e solo due minuti e ogni volta che si torna nell’attualità il passato si resetta e si ricomincerà da capo, a partire dal 21.10.60. Al (Chris Cooper) convince Jake, qui interpretato da James Franco, a intraprendere un’impresa quasi assurda: trascorrere tre anni negli anni Sessanta al fine di sventare l’assassinio di JFK poiché, secondo il suo vecchio amico, se allora al Presidente non fosse successo nulla, oggi il mondo sarebbe un posto migliore e la storia meno ricca di eventi tragici.

A valorizzare la straordinarietà della trama ci sono le ambientazioni vintage e un’accurata ricerca e ricostruzione dei costumi, degli stili, degli ideali e delle abitudini di una volta, raccontati con una vena leggera e che ambisce a mostrare o spiegare fatti storici o eventi con un occhio diverso e a volte più acuto. Un vero viaggio nel tempo che evidenzia, di quel periodo in America, non solo, quindi, la frivolezza data, ad esempio, da auto sportive dai colori sgargianti, ma anche problematiche come la guerra fredda, il Vietnam, le violenza domestiche o le lotte razziali. Per dare un tocco di autenticità sono state, inoltre, utilizzate delle location reali come l’appartamento in cui ha vissuto Lee Harvey Oswald, l’uomo che fu ritenuto il responsabile dell’omicidio.

All’incantesimo è stata data una spruzzata di citazioni ritrovabili in numerose scene: ne sono un esempio quelle che fanno riferimento ad Alice nel Paese delle Meraviglie, il Mago di Oz (Franco stesso ha indossato i panni del mago nella riproduzione cinematografica) e, immancabilmente, a Lost.

Ci si chiede se, con 11.22.63, Hulu abbia fatto centro e colto l’X factor che gli permetterà presto di porsi allo stesso piano di competitor come Netflix o Amazon. Personalmente ho fiducia in questa serie, soprattutto perché se il romanzo ha avuto successo e i lettori apprezzato il finale, non vedo il motivo per cui non debba avere altrettanto successo questo adattamento televisivo, soprattutto se porta due firme garanti come King e Abrams o star come James Franco e Chris Cooper.

Gli spettatori italiani possono stare sereni perché la (mini) serie, coi suoi otto episodi (solo il primo è di 80 minuti!), sopraggiungerà anche qui, grazie a Fox, il prossimo 11 aprile e ci darà appuntamento ogni lunedì in prima serata.

Alice

Fonte immagine: Creative Commons di Flickr

Annunci