Domenica sera, negli Stati Uniti, il canale FOX ha mandato in onda Grease Live, una riedizione dal vivo di uno dei musical più amati di sempre. Io, da amante del genere, costretta da una vita a combattere un generale snobismo verso questo tipo di prodotti, ho subito pensato: “I got chills, they’re multiplyng”… insomma non stavo nella pelle!

A partire dal 2013 con The Sound of music, la NBC, con mio massimo piacere, ha rilanciato, con esiti altalenanti, la moda del live musical. Non tutti hanno avuto lo stesso successo, Peter Pan con Allyson Williams (Girls), ad esempio, è stato letteralmente stroncato dalla critica.

Nonostante gli scarsi apprezzamenti da buona parte dei commentatori televisivi, durante la messa in onda dello show, ogni anno, vengono prodotti milioni di tweet, perlopiù ironici (imperdibili quelli dell’attrice Anna Kendrick) che segnalano come ci sia ancora un forte interesse per questo tipo di spettacoli che tentano di ricalcare lo stile teatrale delle più sfarzose esibizioni di Broadway.

Nessuno, però, aveva preventivato un successo così ampio per il primo live musical lanciato dalla FOX. Grease, infatti, è risultato uno dei programmi vincitori nella serata del 31 gennaio, catalizzando un ascolto pari a 12.2 milioni di spettatori, superando nettamente The Wiz, andato in onda a dicembre 2015 su NBC.

Ma il successo di Grease non si limita solo ai numeri, il musical è stato acclamato anche dalla critica che ha particolarmente apprezzato non solo la scelta del cast, ma anche il grandissimo sforzo produttivo impiegato per lo show; d’altronde alla Fox non hanno badato a spese per rendere il prodotto appetibile per un’ampia fascia di pubblico.

Grease ha il merito di essere molto coinvolgente: bellissime le coreografie e convincenti le interpretazioni degli attori. Tra questi si è distinta soprattutto Vannessa Hudgens (High School Musical), che si è brillantemente calata nei panni della problematica Rizzo, nonostante la tragica perdita del padre avvenuta proprio il giorno prima. Bravi anche Julianne Hough (Rock of Ages) e Aaron Tveit (Les Miserable), che sono stati in grado di non far rimpiangere Olivia Newton John e John Travolta.

Interessante, inoltre, la scelta di far interpretare a Keke Palmer il personaggio di Marty Maraschino, ricordandoci ancora una volta come la tv, in fatto di “diversità”, sia un passo avanti al cinema. Ma la vera sorpresa è stato il giovane Jordan Fisher, che è riuscito a dare spessore a Doody, uno dei personaggi minori dello spettacolo.

Infine, Carly Rae Jepsen, famosa soprattutto per la sua hit Call me maybe, è stata forse la nota dolente dello show, la sua Franchie era un po’ debole e non ha convinto fino in fondo.

Le interpretazioni che personalmente ho più apprezzato sono state: Look at me I’m Sandra Dee e There are worse things I could do, dove il talento della Hudgens è esploso letteralmente. Convincente il cast maschile, guidato da Aaron Tveit in Greased Lightnin’ , uno tra i numeri più spettacolari e attesi del musical. Carino anche il rifacimento di Those Magic Changes che non solo mi ha fatto apprezzare la voce di Jordan Fisher, ma anche il fisico statuario di Aaron Tveit, riuscendo così nell’impresa di distrarmi almeno per un po’ dall’evidente ruga d’espressione sul suo viso (ma che gli è successo? Ai tempi di Gossip Girl e Le Mis non era così!)

Spettacolare, inoltre, tutta la sequenza del ballo della scuola: strabilianti le coreografie e credibile anche Joe Jonas nel ruolo di del cantante Johnny Casino. Infine, menzione particolare va fatta per i due pezzi conclusivi: You’re the one that I want e We go together, il cui merito della riuscita non sta solo nel lavoro degli attori ma anche in quello della regia di Thomas Kail che ha saputo dare il giusto ritmo alle immagini.

In conclusione, Grease Live è, per me, promosso a pieni voti. Adesso mi aspetto che qualcuno, anche da noi, abbia il coraggio di dare il via a uno show del genere. Capisco che lo sforzo economico e produttivo richiesto sia grandissimo, ma sono sicura che rendere accessibile ad un vasto pubblico quello che a tutti gli effetti è uno spettacolo teatrale, non può che far bene al sistema generalista italiano. Am I dreaming a dream?

Francesca

Immagine proveniente dai Creative Commons di Flickr

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