Di recente ho avuto l’opportunità di andare al cinema e vedere Il sapore del successo, un film che, nella sua semplicità (gli unici effetti speciali sono i gusti che ti sembra di sentire nel palato), mi ha davvero colpito!  Certo, Bradley Cooper nei panni dello chef dal passato tormentato Adam Jones si prende buona parte del merito, ma il cast stellare – e la relativa bravura recitativa e interpretativa – rende la trama, di per sé lineare, appassionante e coinvolgente. Ad affiancare il protagonista, che  tenta di comporre a Londra una squadra vincente al fine di ottenere il riconoscimento di perfezione tanto ambito, ovvero la terza stella Michelin, ritorna dopo American Sniper (2014) con una sorprendente Sienna Miller che, nel ruolo di Helene, fa del suo meglio per equilibrare i suoi incarichi in cucina e i doveri da madre single. Non mancano nel cast Omar Sy (Quasi amici, 2011), nel ruolo del rancoroso Michel, il nostrano Riccardo Scamarcio, perfettamente conciliato coi panni dell’ex galeotto Max, Sam Keeley (Hearth of the Sea: Le origini di Moby Dick) in quelli dell’aspirante David e Matthew Ryes (The Americans) che indossa il grembiule dell’avversario Reece. Fondamentali per Adam Jones le figure dell’amico Tony, che lo avvia nella carriera londinese, nonostante una vecchia diatriba e un amore non corrisposto, e dell’analista Dr. Rosshilde, rispettivamente interpretate da Daniel Bruhl  (Woman in Gold, 2015) e il duplice premio Oscar Emma Thompson (Saving Mr. Banks, 2013). Ruoli minori sono stati affidati invece a Uma Thurman, Alice Vikander e Lily James.

Il regista, John Wells (August – Osage County, 2013), noto prevalentemente per essere il produttore esecutivo di importanti serie televisive tra cui E.R. – Medici in prima linea e Shameless, ha forse agito di furbizia cogliendo gli ingredienti giusti: non solo importanti attori internazionali sull’onda del successo e che svolgono attivamente un ruolo importante nel mondo del cinema, ma anche un tema che è all’apice dello show system soprattutto televisivo e, conseguentemente, tanto discusso all’interno degli ambienti social da parte di milioni di utenti. Nonostante l’aiuto dello sceneggiatore e creatore del famoso show televisivo Chi vuol essere milionario, Steven Knight, il film appare alla critica appena sufficiente e viene persino considerato “una minestra riscaldata”, poco appetibile e stantia, che si fonda prevalentemente su stereotipi e clichè, che parla tanto di passione e ambizione, ma mostra davvero poco il sincero amore per il cibo.

È vero, nel film viene dato maggior peso al desiderio di fama piuttosto che all’amore per il cibo e all’arte del cucinarlo; è vero altrettanto che il cibo, seppur perfettamente impiattato ed egregiamente servito, passa in secondo piano rispetto al back ground dei personaggi, eroi che si vogliono riscattare dopo una vita di vizi, dipendenze, sconfitte o delusioni. È vero, forse questo film non riceverà mai un Academy Awards, tuttavia ho personalmente adorato ogni minuto che ho passato guardandolo, ho ammirato la pazienza, il lavoro di squadra, il coraggio di rincorrere ad un sogno, la forza di rialzarsi, di assumersi le proprie responsabilità, l’amore presentato sotto varie forme. Ho sinceramente avuto l’acquolina in bocca per buona parte del film e desiderato di provare anch’io quell’orgasmo culinario che Adam Jones vuole far tanto provare ai suoi clienti e che fa passare loro la voglia di mangiare tutto il resto dopo quella esperienza unica e inimitabile.

Certo, il consiglio di aggiungere della salvia nella cacio e pepe mi ha lasciato un po’ perplessa, ma per il resto non ho nulla di negativo da dire. Insomma, ve lo consiglio!

 

Alice

Fonte immagine: CreativeCommons di Flickr

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