In un grigio giorno qualsiasi, mi trovo tra le mani un libro dai toni retrò. L’illustrazione in copertina raffigura un piccolo cagnetto costretto in un buffo costume circense, un cappellino rosso ed una mantella, come un piccolo Pierrot, che mi guarda, e con sopra una scritta, proprio come le insegne dei tendoni del circo, che recita “Il cane e la luna”.

Il libro, di una tenerezza unica, è una delle novità del catalogo della casa editrice Orecchio Acerbo, una delle migliori per la letteratura per l’infanzia con proposte sempre innovative e di qualità; anche in questo caso non si smentisce. L’autrice, Alice Barberini, alla sua opera prima, restituisce un libro che cita, richiama e si intreccia con la storia del cinema.

Sotto il tendone del circo, tutti guardano il piccolo cane giocoliere. Lui invece, Pierrot a quattro zampe, ha occhi solo per quella vecchia luna di cartapesta. È per lei che ogni sera inventa funamboliche acrobazie. E così quando il padrone del circo decide di disfarsene, il piccolo cane non ha un attimo di esitazione: la carica su di un carretto e parte all’avventura. Strade vuote e inospitali, tempo da lupi, freddo e fame. Senza più forze si accuccia su di un marciapiedi accanto alla sua amata luna. Lo scorgerà un ragazzino che amorevolmente lo prenderà con sé. E la luna? Se ne prenderà cura un distinto signore, trasformandola in una stella del cinema.

Il Cane e la Luna 

Tutto rimanda al cinema muto in un’esperienza unica che permette al lettore di immergersi nel passato: le grandi tavole in bianco e nero, se non per il cappellino del protagonista a quattro zampe, il tratto della matita quasi da vecchia pellicola sgranata, le pagine bianche che interrompono la storia con poche brevi parole. Tutti espedienti narrativi che non possono non farci pensare ai film di Charlot, al moderno The Artist (2011) ed al grande Georges Méliès.

Sarà proprio lui il signore che raccoglie una triste luna di cartapesta ormai sola. Un poetico prequel del Viaggio nella luna (1902) che ha cambiato la storia del cinema.

Sfoglio le pagine ed i rimandi sorgono spontanei. Come permettere ai bambini oggi di conoscere ed apprezzare il cinema muto, senza sentirlo troppo lontano? Questa può essere una delle strade, storie senza parole ma non per questo senza emozioni e ritmo.

Vi propongo Hugo Cabret, film del 2012 che sempre appassiona molto i bambini ed in cui è presente nuovamente un largo richiamo alla storia del cinema ed a Méliès e la sua luna.

Anche il libro La straordinaria invenzione di Hugo Cabret, da cui è stato tratto il film, superata la resistenza iniziale per il numero di pagine, è veramente scorrevole e innovativo per l’alternanza di narrazione e fumetti che sembrano quasi lo storyboard del film e propone, inoltre, numerosi lavori e laboratori con i ragazzi.

Infine, ricordo il libro della casa editrice Biancoenero per la collana Strani Tipi, Io e Charlot, che racconta la vita e le trasformazioni di Charlot prima di diventare Charlot. E poi ci sarebbero i film: Il monello (1921), La febbre dell’oro (1925), Luci della città (1931), con alcune scene commoventi ed esilaranti che ogni ragazzo dovrebbe poter conoscere, e tutti i libri di sole immagini che permettono di riflettere sulle narrazioni e sul modo di raccontare, ma questa è un’altra storia, tutta da scoprire.

Silvia

Annunci