Pochi giorni fa Google ha dedicato il suo doodle (parlo di quei disegnini che si muovono nella schermata, ma sicuramente lo sapete meglio di me) a Lucy Maud Montomery.

Chi è questa donna? Il nome sembra non dire molto, almeno non a me, almeno apparentemente.

Se, però, dico: bambina, orfana, trecce rosse, lentiggini, sono sicura che, soprattutto se, come me, siete nati negli anni ’80, alla vostra memoria arriverà subito la sigla ed il volto del cartone “Anna dai capelli rossi”.

Ebbene si, il cartone era tratto da un libro, e non da un libro qualunque, ma da un libro che ha avuto un grandissimo successo, una saga addirittura, potremmo definirla, e il libro era stato scritto da una giovane donna chiamata proprio Lucy Maud Montomery in un paesino del Canada.

Quindi, dicevamo, il doodle. Questo 30 novembre Google ha voluto celebrare il 141esimo anniversario della nascita di questa importante scrittrice, permettendo anche a chi, come me, l’aveva dimenticata o forse mai conosciuta, di ricordarla e scoprire qualcosa di interessante su di lei ed il suo arcinoto personaggio.

Diciamolo, Anna, quella dai capelli rossi, non è che fosse proprio una bambina fortunata, anzi, la sua storia metteva abbastanza tristezza!

Eppure, nonostante tutto, lei sorrideva, con quelle sue lentiggini, correva sui prati, voleva studiare, mantenendo intatta la sua ingenuità, fiducia nell’altro e nella vita, e spontaneità di bambina.

Forse di bambina ideale.

La storia, il libro viene pubblicato nel 1908, continua il filone dei grandi orfanelli, da sempre tema molto caro alla letteratura per l’infanzia, dalle fiabe ai romanzi di Dickens, e questa volta, la protagonista è una bambina.

Sono molte le vicinanze tra la storia di Anna e di colei che le ha dato la vita, donna dalla storia burrascosa e spesso intrecciata di malinconia, forse quella stessa malinconia che si respira anche in quella casa di campagna.

Il tempo è crudele. Una vita ridotta all’essenza, a quello che resta e che viene ricordato un secolo dopo: un libro da cui è tratto un cartone giapponese. Un libro che ha cambiato e condizionato la vita di Lucy Montomery, un’opera maestra con cui è stata identificata fino ad esserne intrappolata, un po’ come quelle star, attori di grandi ruoli, amati dal pubblico, o come quei piccoli attori di serie tv che diventano così tanto il loro personaggio da diventare il loro unico personaggio.

 

Silvia

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