Oggi inauguriamo la rubrica “Diario di una maestra?”, scritta da Silvia, una giovane insegnante di scuole elementari, blogger per Silviapunto – Ragazzi, ma soprattutto appassionata di libri per l’infanzia. 

Da qualche mese è stata data molta attenzione alla questione dei ruoli sociali di genere, in una società mutevole come la nostra. Questo ha, ovviamente, coinvolto a cascata dibattiti sull’educazione e sulla letteratura, che si fa portatrice di messaggi e retoriche, in particolare quando si parla di letteratura per l’infanzia. Non voglio entrare in questioni ideologico-politiche, ma restituirvi un’idea delle proporzioni che il dibattito ha assunto.

Mi guardo intorno a scuola e vedo un solo maestro in tutto il mio istituto, eppure è uno dei più grandi di Roma. Siamo circondati di stereotipi di genere, quando una mamma si riferisce con più imbarazzo a lui mentre non ha problemi a relazionarsi “alla pari” con noi maestre, quando sento genitori parlare della sua grande preparazione didattica e professionale e del nostro modo di relazionarci, quando lo incontro e lo saluto con entusiasmo pensando al suo particolare percorso e, magari, alle difficoltà incontrate, o quando lo guardo con invidia mentre sento dire: “un maestro maschio i bambini lo rispettano di più”, un maestro è più pacato, meno “isterico”.

Gli stereotipi di genere sono ovunque, dentro e fuori di noi.

Sono nelle letture che abbiamo fatto da piccoli, sono in Cenerentola e nelle sorellastre, sono nel principe della Bella Addormentata e sono in Baincaneve e nella matrigna, così come in Pippi Calzelunghe e il suo papà gentile, in Giamburrasca e le sorelle, e la lista potrebbe proseguire all’infinito.

La società muta e la letteratura la ritrae, quella dei grandi e quella dei piccoli.

Arriviamo, così, all’ormai fin troppo nota Lista di libri proibiti stilata quest’estate dal sindaco di Venezia. 49 libri accusati di diffondere la teoria gender e che non dovrebbero essere letti dai bambini, alcuni dei quali classici conosciutissimi e pluripremiati in Italia e all’estero.

Cercando su internet non vi mancheranno articoli di giornale e interviste, così come la lista completa dei “libri neri”.

Peccato che in pochi giorni questa lista sia diventata, invece, un decalogo di libri da non dimenticare e da valorizzare  e che il web tutto si sia mobilitato con iniziative a sostegno di case editrici ed autori con #49libri49giorni #liberiamoilibriperbambini, letture in piazza, vetrine allestite, interviste e flash mob. Il tema ha toccato, infatti, per molti la libertà di stampa e la parola “censura” ha fatto rabbrividire.

E’ da poco uscito, per un’interessante associazione tutta al femminile, “Scosse”, un libro di approfondimento su percorsi educativi per la prima infanzia che valorizzano le differenze a prescindere dal genere, “Leggere senza stereotipi”, che vi consiglio.

Vi lascio con una riflessione: sull’onda del cambiamento, perché non rinnovarsi?

Richard Scarry ha modificato il suo “Libro delle parole” chiedendosi: perché dev’essere solo la donna a cucinare? Così il gentile papà coniglio, protagonista delle sue storie, da una mano alla mamma, anzi, una zampa.

Silvia

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