Di recente ho avuto l’opportunità di leggere Il vento contrario. Cambiamenti di prospettiva, opera prima dell’autrice Maria Rita Rossi edita da Sensibili alle foglie. Non posso negare di aver apprezzato la scelta di raccogliere in un breve ma intenso libro dodici racconti, narrati soprattutto in terza persona, che riportano tutti lo stesso tema: la necessità o la sensazione di andare controcorrente, di adottare un’ottica diversa dall’usuale, cambiare prospettiva e guardare l’altra faccia della medaglia.

I personaggi,  prevalentemente femminili e spesso introspettivi, sono uniti dal loro coraggio, un coraggio che muta in base alle vedute e alle situazioni con le quale si ritrovano ad interfacciarsi o che vivono personalmente in qualità di protagonisti, da motore d’azione.

La scrittrice ci presenta Gertrude, o meglio Gè, una bambina abbandonata all’età di dieci anni dai genitori e che si ritrova a crescere in un orfanotrofio degradato, e poi Sandra, una donna che s’infatua del suo fisioterapista; non manca Laura e il suo dolore per la morte della sua amica suicida, una Giovanna del presente, musicista, madre di una bambina e moglie di un uomo dal quale trova la forza di scappare, per andare alla ricerca di una vita migliore per sé e sua figlia, e una Giovanna più adulta, che trova conforto nell’accumulare cose di relativo valore per sopperire la nostalgia del passato. La voce narrante ci presenta altresì la storia di una donna che deve sopportare la guida automobilistica e poco rassicurante del suo lui e un’altra che deve piuttosto affrontare la scomparsa del marito. Sara, una bambina alle prese con le scuole medie e l’adolescenza, Emilia e i suoi dilemmi da diciassettenne; Lisa e la malattia, nonché un ragazzino che si ritrova catapultato in una nuova famiglia.

Maria Rita Rossi, nella postfazione, asserisce che tutte le figure femminili hanno un qualcosa di lei, ma che non sono lei. Personalmente, io mi sono ritrovata ad immedesimarmi un po’ in tutti i personaggi, così ben descritti e delineati da creare subito immediatezza con chi li legge e li scopre, generando nei lettori anche quella sorta di empatia necessaria per apprezzare le scelte e i pensieri di chi sta vivendo quella determinata storia resa volutamente o apparentemente un po’ triste.

Consiglio a chiunque Il vento contrario. Cambiamenti di prospettiva, poiché è adatto a chi ha poco tempo per leggere, ma che non si vuole precludere, ogni tanto, il piacere di leggere (considerata la forma autoconclusiva di ogni racconto),  a coloro che amano osservare le vite degli altri e per chi è disposto e aperto ad adottare punti di vista differenti, poiché ogni cosa può essere guardata da un’altra angolazione, acquisendo così un significato di altrettanto e particolare valore.

Alice

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