Al centro del primo “incontro ravvicinato” alla Festa del cinema di Roma c’è stato il tema della collaborazione artistica, raccontata attraverso l’esperienza di Joel Coen e Frances McDormand. Quando si parla di Joel non si può parlare anche di Ethan Coen, i fratelli che, insieme a Quentin Tarantino, hanno dettato lo stile del cinema anni Novanta e non solo.

Al festival, però, a parlare non sono i fratelli, bensì moglie e marito: Joel e Frances, la cui vita personale è indissolubilmente intrecciata con quella artistica e creativa.

La McDormand, vera e propria attrice feticcio dei film dei Coen, inizia la sua carriera cinematografica con Blood Simple (1984), opera prima dei due registi che la scelgono  nonostante questa chieda di ritardare di qualche ora il provino per guardare la soap opera dove il suo fidanzato di allora recitava. Joel Coen ha ammesso di aver interpretato quel momentaneo “no” come una sincera prova di lealtà.

Sebbene, dopo aver visto una clip di Blood Simple, entrambi abbiano ammesso che cambierebbero molto del loro lavoro in quel film, questo è stato il passo fondamentale per cementare la loro collaborazione artistica che li ha portati, con gli anni, a dare vita ad una magnifica sinergia. Joel Coen, nel descrivere il loro rapporto, non a caso ha ammesso di scrivere per Frances dei ruoli modellandoli direttamente su di lei.

Bellissimo il contributo dell’attrice americana sul lavoro di un’altra sua collega: Anna Magnani. La McDormand colpevolmente ammette di averla scoperta tardi, inizialmente la conosceva solo attraverso delle fotografie, ma non appena ha visto i suoi film ha confessato di aver sentito una forte connessione con il suo lavoro. I personaggi della Magnani, così legati all’iconografia della Roma povera del dopo guerra, sono in un certo qual modo paragonabili a quelli della McDormand, veri e propri emblemi della working class del Midwest americano.

A metà dell’incontro il discorso non poteva, poi, non cadere su Fargo (1996), una delle pellicole simbolo degli anni Novanta. Il film, che è valso un Accademy Award sia alla McDormand, come miglior attrice protagonista, e sia ai Coen, per la miglior sceneggiatura, viene ricordato tramite il racconto commuovente della coppia che, proprio durante le riprese, ricevette la notizia dell’imminente arrivo nella loro famiglia del loro figlio adottivo.

In conclusione è stato chiesto a Joel e Frances di scegliere un contributo cinematografico dal quale emergesse il talento dell’altro. Coen ha scelto una clip tratta dalla miniserie per la HBO Olive Kitteridge (2014), vincitrice di numerosi Emmy Awards, mentre la McDormand ha scelto una scena tratta da A proposito di Davis (2014) che viene definito dall’attrice un film quasi perfetto dove i Coen sono riusciti a narrare la storia di un “talented looser” in modo straordinario.

Infine i due hanno deciso di mostrare una clip tratta da La storia di Qui Ju (1992), film di Zhang Yimou con Gong Li, capace di rappresentare in modo raffinato il connubio tra amore e arte.

In questo pomeriggio romano Joel e Frances hanno tentato di spiegare cosa succede quando un regista sceglie un’attrice per raccontare una storia, ma anche per costruire la propria storia personale. Purtroppo, però, in questi casi non tutto si può spiegare con le parole, alcune cose devono rimanere custodite gelosamente tra i due protagonisti. Quello che c’è stato permesso di vedere è stato comunque tutt’altro che banale.

Francesca

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