Sul Corriere della Sera Aldo Grasso lo ha paragonato al Bagaglino, rapportandolo gli schemi e l’ironia a ciò che gira su social network come Facebook. Altri lo hanno etichettato come un programma vuoto, che più che arricchire lo spettatore lo danneggia, divenendo uno sketch show pericoloso, soprattutto a causa dei riferimenti gratuiti alla droga e alla trasgressione che sono definiti persino “elogi” inappropriati. Certo, se l’intento di Alessandro Aleotti, noto come J-Ax, era quello di riproporre un Late Show all’italiana, è forse uscito fuori strada, ma non definirei il risultato un programma rischioso e irrilevante di cui il pubblico poteva fare tranquillamente  a meno. Sotterrerei, pertanto, l’ascia di guerra lanciata verso Sorci Verdi (martedì, 23.50, Rai Due) e mi complimenterei, invece, con il rapper e show man per essere riuscito veramente a svecchiare la Rai, avvicinando un numero consistente di giovani al canale, il quale vede un target inferiore ai 45 anni solo in rarissime occasioni, come durante la trasmissione di The Voice, talent canoro al quale il cantante milanese partecipa in qualità di coach e giudice. Sebbene la sua formula non sia 100% innovativa e riprenda alcuni elementi

Scena di una rap battle in Sorci Verdi. Al centro J-Ax con, ai lati, i Two Fingerz
Scena di una rap battle in Sorci Verdi. Al centro J-Ax con, ai lati, i Two Fingerz

già noti al pubblico, tra cui l’uso di pupazzi parlanti, rap battle, interviste e video parodie che si alternano nell’arco di 90 minuti, il tutto è cucito in chiave moderna, attuale, schietta, sincera, “senza filtro” e ironica, ad hoc per il conduttore, e che abbatte le mura del bigottismo e della rigidità di cui l’emittente pubblica è sempre stata accusata. L’autoironia è sempre stata considerata una forma di intelligenza, e non giudicherei per questo in negativo la scelta di scherzare su argomenti come la situazione lavorativa giovanile, il veganismo o quant’altro. Anche i meri riferimenti alla marijuana non sono degli inviti agli ascoltatori di farne uso, bensì andrebbero visti come un modo “fresco” per fidelizzare con un pubblico intelligente e maturo, in grado di comprendere che non mi bisogna farne metaforicamente di tutta l’erba un fascio e che funge unicamente come tratto distintivo della figura del conduttore, pubblico simpatizzante dalla droga leggera sin dai tempi di Ohi Maria. D’altronde, si sta parlando di un orario di messa in onda lontano dalle fasce protette in cui si potrebbe fuoriuscire dalle norme educative, senza privare, pertanto, quella fetta di audience che si sofferma felicemente a guardare uno spettacolo divertente e alternativo, ricco di gag e trovate fuori dagli schemi. Anche i suoi ospiti, fino ad ora la regina di Mediaset, Maria De Filippi, e il giornalista e direttore de Il Fatto, Marco Travaglio, vengono inseriti all’interno di un salotto rilassante dove possono sentirsi tanto al loro agio da liberarsi di quella veste di figura istituzionale o prettamente televisiva, mostrandosi o rivelandosi comuni mortali, capaci di mettersi in gioco e in grado di discutere di tematiche differenti dal quale sono normalmente abituati.

Inoltre, vorrei sottolineare che l’immediatezza dello spettacolo è data anche dalla stretta vicinanza tra i suoi ascoltatori medi e il conduttore, che avviene grazie all’uso dei social media, tra cui Facebook e Twitter, in cui ognuno può dire la propria sentendosi partecipe di un qualcosa che profuma di familiarità o, in termini tecnici, di engagement.

Posso, quindi, dichiararmi contenta della scelta della Rai di non interrompere, a grande timore di J-Ax, la trasmissione di Sorci Verdi: mossa democratica o forse semplicemente furba, ma che fa sì, qualunque sia la ragione, che in molti riprovino l’ebbrezza di avere un appuntamento settimana con il mezzo televisivo.

Alice

fonte per le immagini: flickr

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